Canale 13, un Mediterraneo più sicuro

24 06 2013

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Sette paesi, 10 imbarcazioni, tre aeromobili, due team di operatori subacquei, sette giorni di addestramento intensivo. Questi i numeri dell’operazione multinazionale “Canale 13”, l’esercitazione aeronavale italo-maltese giunta quest’anno alla 19ma edizione, che ha visto la partecipazione anche di uomini e mezzi provenienti da Algeria, Francia, Libia, Marocco e Tunisia.

Si è conclusa oggi nel porto di La Valletta, a Malta, l’operazione multinazionale “Canale 13”. A congedare gli uomini della Marina Militare, dell’Aeronautica e della Guardia Costiera di ben sette paesi del mediterraneo sono stati l’ammiraglio di squadra Filippo Maria Foffi, comandante in capo della Squadra Navale Italiana, e il generale di brigata Martin G. Xuereb, comandante delle forze armate maltesi. Proprio grazie ad una così grande partecipazione da parte delle nazioni mediterranee, l’operazione “Canale 13” si è rivelata una eccellente applicazione pratica dei principi di collaborazione politica, economica e per la sicurezza del Dialogo 5+5, che unisce dieci paesi tra una sponda e l’altra del mar Mediterraneo: Italia, Francia, Spagna, Malta e Portogallo insieme ad Algeria, Libia, Mauritania, Marocco e Tunisia.

La cerimonia e il debriefing, alla quale hanno potuto partecipare gli organi di stampa, si è tenuta a bordo del pattugliatore armato di ultima generazione “Cigala Fulgosi” della Marina Militare Italiana, il più avanzato e capace tra gli assetti messi a disposizione dall’Italia in questa missione congiunta. Assieme alla “Cigala Fulgosi”, l’Italia ha schierato tre elicotteri (tra cui il nuovo HH139A in dotazione al 15° Stormo dell’Aeronautica Militare, per la prima volta impiegato in un contesto internazionale), una motovedetta della Guardia Costiera, affiancata da un aereo da ricognizione Piaggio P180, una motovedetta dei Carabinieri, una squadra anfibia del Battaglione San Marco, e un team EOD di incursori della Marina.

Le operazioni di addestramento si sono concentrate soprattutto sulla ricerca e Soccorso in mare (SAR, Search And Rescue) di persone e navi in situazioni di pericolo, la sorveglianza degli spazi marittimi ed il controllo dei traffici mercantili (Maritime Law Enforcement Operations) per il contrasto alle attività illecite e criminali. Ma “Canale 13” ha avuto come obiettivo principale il miglioramento della cooperazione ed interoperabilità delle capacità operative delle forze aero-navali nelle operazioni di peace-support, anche attraverso lo sviluppo di comuni procedure standard di intervento.

Particolare attenzione è stata rivolta all’addestramento di team EOD (Explosives Ordinance Disposal – Bonifica Ordigni Esplosivi) in attività subacquee e di unità nella condotta di operazioni di ispezione a bordo di navi mercantili. Attività, queste ultime, particolarmente delicate e che richiedono una particolare competenza nonché uno specifico addestramento. Su questi fronti, l’Italia ha schierato nell’operazione i palombari della Marina Militare e dei Fucilieri della Brigata Marina San Marco. Inoltre, per sviluppare una situazione condivisa sul traffico mercantile, è stato utilizzato il Virtual – Regional Maritime Traffic Centre (V-RMTC), la rete virtuale sviluppata dalla Marina Militare per la condivisione delle informazioni relative al traffico marittimo commerciale.

Soddisfazione è stata espressa dal comandante in capo delle forze armate maltesi, il brigadiere generale Xuereb, che ha dichiarato: «In questi anni Malta ha trovato nell’Italia un partner affidabile e disponibile, cosa che ci ha permesso di mettere a frutto un livello di cooperazione sempre più forte. Grazie a questa forma di collaborazione così stretta – ha proseguito il generale Xuereb – entrambi i paesi sono cresciuti di pari passo, e se negli anni il contributo italiano è stato preziosissimo per lo sviluppo delle forze armate maltesi, ora risulta altrettanto preziosa la consapevolezza da parte dell’Italia di quanto Malta sia riuscita a crescere. Per questo è un onore, un privilegio, nonché una straordinaria opportunità – ha concluso – poter lavorare insieme per il benessere e la sicurezza del nostro Mediterraneo».

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