Due diciottenni raccontano l’Unità d’Italia

18 12 2011

mito della nazione«Il Risorgimento? Ve lo raccontiamo noi». Parola di Alessandra Esperide e Nicola Quondamatteo, entrambi classe 1993, impegnati in questi mesi a tentare la scalata delle classifiche dei libri più letti con un’opera prima dalla storia tutta particolare.
Le vicende che hanno portato alla pubblicazione de “Il mito della Nazione”, così si intitola infatti il loro primo libro, edito da Tabula Fati, sono decisamente insolite.

A cominciare dagli autori: due giovani studenti del liceo classico di Fermo con la passione per le grandi vicende del passato che, di punto in bianco, decidono di trasformarsi in autori e storiografi. In secondo luogo, la genesi della pubblicazione: se nell’era di Internet sono sempre di più gli scrittori che abbandonano la cara vecchia carta per strizzare l’occhio agli ipertecnologici e-book, Alessandra e Nicola hanno compiuto esattamente il percorso inverso. L’idea di scrivere un libro sul Risorgimento italiano, infatti, è partita proprio dal web per approdare sulla carta stampata, come spiegano gli stesi autori. «Da qualche tempo gestiamo un blog su Internet, nel quale trattiamo argomenti di attualità, politica e storia» raccontano i giovani scrittori.

«Nel marzo del 2010 abbiamo scritto a quattro mani un articolo dedicato proprio al Risorgimento, che ha riscosso un interesse particolare da parte dei frequentatori del blog. Noi stessi pensavamo che un solo post per affrontare un argomento così vasto non fosse sufficiente, e abbiamo pensato di fare di più». Così, complice anche la prossimità con i festeggiamenti per il 150° compleanno italiano, ecco arrivare l’idea del libro. «Non ci siamo mai fatti illusioni, non puntavamo certo a scrivere un best seller. Quello che volevamo era semplicemente dare vita ad un’opera il più possibile completa ed esaustiva, che soddisfacesse la voglia del lettore di saperne di più su un periodo storico fondamentale per il nostro paese. Insomma – ci dicono – volevamo scrivere quel libro che a noi stessi, per primi, sarebbe piaciuto tanto poter leggere».

Alessandra e Nicola si rimboccano le maniche e cominciano col procacciarsi la bibliografia più completa a disposizione: dai “mostri sacri” come Indro Montanelli e Arrigo Petacco sino agli autori più sconosciuti, compresi quelli di parte filoborbonica, al fine di dare all’opera il punto di vista più equilibrato e “bipartisan” possibile. «Sulle prime avevamo in mente di dare vita ad una sorta di opuscolo, ma man mano che il lavoro procedeva abbiamo notato come il materiale raccolto fosse abbastanza per un libro vero e proprio».
Il volume prende forma e corpo, e arriva il momento di proporlo a qualche potenziale editore. Senza troppi grilli per la testa, i due ragazzi bussano ad ogni porta a disposizione. E i risultati, seppure del tutto inaspettati, non si fanno attendere: «Sono state ben 12 le case editrici che hanno risposto positivamente alla richiesta di pubblicare il nostro volume» raccontano a Linkiesta.

Con l’imbarazzo della scelta, Alessandra e Nicola preferiscono lasciar decidere il cuore, e la spunta Tabula Fati, una piccola casa editrice fermana proprio come i due autori, il cui proprietario è stato allievo dello stesso liceo frequentato dai due ragazzi. «Forse un’altra scelta ci avrebbe dato maggiore visibilità, ma abbiamo preferito dare fiducia al primo editore che aveva manifestato fiducia nei confronti del nostro primo libro» spiegano.
Grazie all’interessamento, anche affettuoso e un po’ paterno, dell’editrice Tabula Fati, “Il mito della Nazione” e le sue 233 pagine intraprendono un tour di presentazioni che da Fermo e dalle Marche si allarga nel resto della penisola e, lo scorso 13 maggio, approdano in pompa magna al Salone Internazionale del Libro di Torino. « Il mito della nazione – recita la quarta di copertina – ripercorre le tappe che portarono l’Italia a rifiorire dopo secoli di torpore: dal dibattito su Roma capitale, alla presunta conquista del Sud “carciofo” da parte dei Savoia; dall’infanzia dei Padri della Patria, all’iscrizione dei loro nomi nel marmo della leggenda o nel fango dell’esecrazione». Anche le recensioni e le critiche, nonostante la genesi così “home made” dell’opera, si rivelano incoraggianti.
Per i giovani scrittori è la consacrazione ufficiale, nonché lo sprone a continuare. «Ci piacerebbe poter scrivere un libro dedicato alla 1ª Guerra Mondiale, che idealisticamente è anche un po’ il naturale prosieguo storico del Risorgimento» rivelano le due promettenti penne fermane. Da Curtatone e Montanara alle sponde del Piave, l’avventura editoriale di Alessandra Esperide e Nicola Quondamatteo continua.

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