Dodici Black Bloc arrestati in tutta la Penisola

17 10 2011

AUTO-incendiata-corteoSono in corso in queste ore in tutta Italia blitz e perquisizioni da parte delle forze dell’ordine negli ambienti dell’antagonismo e dell’anarco-insurrezionalismo italiano. Obiettivo: rintracciare i responsabili delle violenze e delle devastazioni durante la manifestazione degli indignados di sabato scorso, nelle strade di Roma. Le ricerche si concentrerebbero in particolare nelle città di Torino e Napoli, dove è più forte la presenza di centri sociali storicamente più vicini all’area antagonista. Ma Digos e carabinieri stanno operando controlli a tappeto da nord a sud, dal Trentino Alto Adige alla Sicilia. Accertamenti e verifiche serrate sono in corso anche nella città di Teramo. Sono dodici finora gli arrestati a seguito della manifestazione, tutti italiani, accorsi da tutta la Penisola per mettere a ferro e fuoco Roma e trasformare in un inferno di fiamme e sampietrini quella che era nata come una manifestazione coloratissima e pacifica.

Ora si cercano tra i “devastatori di lungo corso” già noti alle forze dell’ordine i capi e i “fomentatori” della piazza. Probabilmente gli stessi che nella mattinata di sabato avevano messo on-line tra le pagine di Indymedia il comunicato, ripreso poi sabato sera anche da Linkiesta, che incitava alla rivolta e allo scontro. Ma non bisogna dimenticare che tra i protagonisti delle devastazioni in piazza San Giovanni c’erano anche centinaia di giovanissimi, molti dei quali appena adolescenti, così come documentato dai filmati e dalle fotografie del nostro giornale.
Ammonterebbero a 1,6 milioni di euro i danni causati da Black Bloc e “incappucciati” durante il riot di sabato pomeriggio, esploso su via Cavour e proseguito poi su via Labicana, via Merulana, via Emanuele Filiberto e piazza San Giovanni, dove la battaglia tra manifestanti a volto coperto e forze di polizia è proseguita per diverse ore. A fare le stime dei costi della distruzione è lo stesso sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che dice: «Il conto potrebbe continuare a salire nelle prossime ore». Alle conseguenze degli atti vandalici per l’arredo urbano devono poi aggiungersi i danni subiti dai privati: non solo le banche, ma anche numerosi esercizi che si affacciano sulle strade interessate dagli scontri, le molte automobili e persino le abitazioni date alle fiamme. A questo scopo il Campidoglio ha messo a disposizione un numero telefonico al quale i cittadini danneggiati possono rivolgersi.

Mentre si susseguono le ferme condanne trasversali agli schieramenti politici di quanto accaduto nella capitale, non mancano però le voci fuori dal coro. Come quella di Francesco Caruso, leader storico della Rete Sud Ribelle ed ex parlamentare di Rifondazione Comunista, nonché “inventore” del finto blogger anti-casta: Spidertruman, che commenta così le operazioni di stamane: «Si tratta di un’operazione di pura propaganda e di intimidazione, che coinvolge attivisti storici dei movimenti che da anni si sono ritirati a vita privata». Ed è lo stesso Caruso poi ad indicare come unico colpevole di quanto accaduto sabato scorso il «degrado politico e culturale del nostro Paese», «La violenza di piazza – afferma sempre Caruso – e un po’ come le primarie: lo showdown dietro il quale nascondere l’incapacità di incidere e cambiare il nostro presente e il futuro di crisi».

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