Da Termini a Fiumicino il biglietto non è uguale per tutti

30 04 2011

Come se già di per sé non fosse un esodo abbastanza avventuroso e travagliato, tra ritardi cronici e carrozze non esattamente immacolate, multe salatissime regolarmente affibbiate a turisti sudati e confusi da inflessibili controllori che si giustificano con il fatto che “dura lex sed lex” adoperando un inglese che somiglia al sanscrito, oggi spostarsi in treno dalla Stazione di Roma Termini all’aeroporto di Fiumicino può costare un euro extra, se non si sta più che attenti a dove si acquista il biglietto. Già, perché un giretto sul Leonardo Express, croce e delizia di turisti e pendolari “volanti”, costa 14 euro se si acquista il ticket in biglietteria, e 15 se lo si compra (vergato a mano in fine grafia neogotica) dal solingo bigliettaio posto a mo’ di tenente Drogo davanti al binario di partenza. I tartari, manco a dirlo, sareste voi.

Di tornare indietro fino alla biglietteria non se ne parla, visto che dista più di mezzo chilometro, e farselo piedi significherebbe ipotecare seriamente l’addio al treno. Al viaggiatore incauto non resta quindi che incassare, ma incassare sborsando, con la soddisfazione, però, di sapere che lo sta facendo per una nobile causa. Eh già, perché, come ci spiega il tenente, pardon, bigliettaio, il sovrapprezzo (sempre lo stesso, prima la differenza era tra gli 11 e i 12 euro, ma il costo della vita aumenta, si sa…) è giustificato dall’assunto che chi arriva al binario senza il suo bravo biglietto è un povero sbadato con valigia al seguito, ergo potenzialmente vittima di (salata) contravvenzione una volta a bordo del treno: il fatto di improvvisare quindi una biglietteria proprio sulla pensilina non è altro che un generoso favore da parte di Trenitalia (e del suo amministratore delegato Mauro Moretti) alla sua fetta di utenza con testa e trolley fra le nuvole.

Insomma, che senso ha questionare sul misero euro speso in più, quando in fin dei conti si viene graziati con magnanimità dal salasso di una multa? Gli accorati appelli a uno spirito ecumenico di carità cristiana lanciati da Benedetto XVI, che sovente lasciano indifferenti i potenti della terra, hanno invece fatto una breccia grande così nel cuore di Trenitalia che a Termini, forse scelta proprio per far più piacere al Pontefice, ha addirittura voluto scendesse in campo un buon samaritano addetto alla salvezza delle pecorelle smarrite. Previo pagamento di un euro extra, si intende. Ma, si sa, davanti a simili gesti di generosità (quasi) disinteressata, mettersi a sindacare su dettagli sarebbe quantomeno ineducato.

Luca Pautasso

da Linkiesta

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