Vertigo, una giovane tribù circense

21 04 2010

Venghino signore e signori, venghino. La storia che andiamo a narrare è una storia di spettacolo e fatica, divertimento e cultura, gioventù e talento, ma anche impegno, riflettori, sudore, trapezi e corde, lavoro, studio ed esercizio, clavette e lustrini, e chi più ne ha più ne inventi. Va in scena il circo.

Scordatevi i carrozzoni sgangherati e le tende spifferose abbozzate alla bell’e meglio in un prato di periferia. Qui ci si esercita in palestre moderne e attrezzatissime, e le luci della ribalta si accendono sui palcoscenici dei più bei teatri del mondo. Scordatevi i baffuti affabulatori con la tuba e gli sgargianti cappottoni gallonati che sciorinano improbabili numeri con tigri, leoni ed elefanti, forzuti, nani e ballerine, donne barbute e uomini volanti. Il circo moderno è fatto di danza, acrobazia, spettacolo, musiche e coreografie, muscoli e tendini sinuosi allenati da ore e ore di esercizio quotidiano che raggiungono il limite e lo superano, per la vera meraviglia e l’incanto dello spettatore. In una parola: arte.

E’ con questa idea in mente, oggi divenuta realtà, che otto anni fa Paolo Stratta, 38 anni, insieme ad alcuni giovani collaboratori intraprendenti e visionari quanto lui ha dato vita ad un sogno chiamato Scuola di Cirko Vertigo (www.scuoladicirko.it). Una realtà viva e attiva a Grugliasco, alle porte di Torino, che opera oggi con il patrocinio della Città di Torino e della Città di Grugliasco, della Provincia di Torino e della Regione Piemonte, e ad un passo dal decimo compleanno si appresta a diventare una vera e propria accademia di fama mondiale, dopo aver già conquistato sul campo la stima e il rispetto dei più grandi nomi delle discipline circensi sulla ribalta internazionale.

La Scuola di Cirko (la k è di rigore) Vertigo, la prima in Italia, ha da poco dato vita all’omonima compagnia di circo contemporaneo che si appresta a mettere in scena lo spettacolo itinerante “Una piccola tribù corsara”, omaggio all’Italia e all’italianità e ai suoi grandi maestri, da Federico Fellini a Dante Alighieri, passando per Gaetano Donizetti e Hugo Pratt. Pensato per il 2011, anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia, lo spettacolo verrà messo in scena su tutto il territorio nazionale e attraverso gli istituti italiani  di cultura nel mondo. Il debutto è previsto per i prossimi 4 e 5 maggio a Buenos Aires, in Argentina, ma si è già guadagnato a grande richiesta una serie di repliche straordinarie dall’ 8 al 16 maggio a San Paolo del Brasile, in occasione della Virada Cultural, quando il piccolo e talentuoso manipolo di corsari/artisti in tricolore sarà ospite della Prefeitura di Sao Paulo e dell’Istituto Italiano di Cultura. «Abbiamo scelto di raccontare un arco di tempo che affonda le radici nella nostra cultura e arriva a interrogare il nostro presente, scoprendo che il Risorgimento politico si nutre di una straordinaria produzione artistica fiorita nei secoli precedenti» spiega Paolo Stratta, che dello spettacolo cura regia e soggetto. «Il circo contemporaneo, sintesi delle arti popolari, rappresenta il mezzo di espressione più opportuno per affrontare la complessità storica e culturale con leggerezza, per consentire una visione trasversale che ribalta la consuetudine dei punti di vista ».

Ecco dunque come uno spicchio della meglio gioventù italiana che porta sulle piazze di tutto il mondo il meglio della storia e della cultura del Bel Paese, utilizzando il linguaggio internazionale delle discipline circensi, capaci di mescolare mille e una forma d’arte e intrattenimento sublimandole in uno spettacolo unico. Ecco la missione tutt’altro che impossibile di questa “Piccola tribù corsara” che ha trovato a Grugliasco la sua isola del tesoro.

Al di là delle meritatissime aspirazioni internazionali, la Scuola di Cirko è e resta però uno straordinario fenomeno tutto italiano, che ha saputo costruire il suo successo praticamente dal nulla e in una nazione nella quale il circo contemporaneo fa ancora molta fatica a liberarsi davanti al grande pubblico di false credenze, pregiudizi infondati e stereotipi stantii. Gli allievi, giovani e giovanissimi, 30 ogni anno, senza contare i 250 iscritti ai corsi amatoriali, arrivano da tutta Italia e dai quattro angoli del mondo, attratti da una realtà che non ha eguali nello Stivale e compete ad armi pari con le migliori realtà europee. Sono loro i veri protagonisti, in tutti i sensi: allestiscono uno spettacolo al mese, da novembre a maggio, registrando regolarmente il tutto esaurito in una sala da 200 posti. Dalla prossima stagione, grazie al completamento del nuovissimo palatenda; saranno 500 i posti da riempire, per portare la media annuale degli spettatori dagli attuali 1400 spettatori all’anno a oltre 3000. Negli ultimi otto anni la Scuola e i suoi allievi hanno collaborato con il Cirque du Soleil, il Teatro Regio di Torino, il Teatro Regio di Parma, La Scala di Milano, l’Arena di Verona, la Scuola Holden dello scrittore Alessandro Baricco ed il Free Dome Project in Israele. Sin dagli inizi, inoltre, la scuola si è distinta per la caratura e il prestigio dei professionisti della pedagogia del circo e dello spettacolo provenienti da tutto il mondo che ha annoverato e annovera tra i docenti. In più dirige il Festival Internazionale “Sul filo del Circo”, che colleziona ad ogni edizione oltre 10mila spettatori.

Adesso i ragazzi della Scuola di Cirko collaborano gomito a gomito con i cugini circensi d’Oltralpe, da decenni maestri quasi incontrastati in questo campo, al progetto europeo “Passeparcirque”, che prevede la realizzazione di un centro di documentazione bilingue che cataloga libri, video, materiale cartaceo e sonoro sull’arte circense, e la creazione di una compagnia italo-francese guidata dalla regista Joanna Bassi e da Luisella Tamietto, che già si riunisce tra Grugliasco e Chambery e debutterà in estate con il suo primo spettacolo. Venghino, dunque, signore e signori. Lo spettacolo è già cominciato.

Luca Pautasso

da La meglio gioventù

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