Giovanni, la giovane voce dei disabili in Europa

17 12 2009

La Meglio Gioventù è sempre pronta a lottare per quello in cui crede. Che sia per un grande ideale, o per il conseguimento di un piccolo obiettivo, di un piccolo passo nella strada del successo e della realizzazione personale, non conosce barriere. Nemmeno quelle della disabilità. Perché non esiste ostacolo, né fisico né mentale, in grado di fermare la voce delle idee. Questa è la storia di Giovanni Padovani, 29 anni, veronese. Da qualche tempo, però risiede in Lussemburgo, dove lavora per l’Unità Pari Opportunità e Diversità del Segretariato Generale del Parlamento europeo. «Sono una persona disabile – dice di sé – attiva nella promozione dei diritti delle persone disabili sia a livello nazionale come membro del Forum Italiano sulla Disabilità, sia a livello europeo, come membro del Comitato Giovani dell’European Disability Forum».Il 4 novembre, al Parlamento europeo a Bruxelles, alla presenza dell’ex Presidente del Parlamento europeo Hans-Gert POTTERING, e di molti altri eurodeputati, è stato proclamato vincitore del concorso “Atmospheuropa”. L’iniziativa, riservata a giovani cittadini europei appartenenti ad una minoranza, la disabilità, nel suo caso, è stata promossa dall’Intercultural Communication and Leadership School, con il supporto del Parlamento europeo e della Commissione europea. Una grande vittoria, la sua, che vuole trasformare ora in una vittoria per tutti gli europei colpiti da disabilità: «Quello per cui lavorerò – ha spiegato nel suo discorso di candidatura per il ruolo di rappresentante delle minoranze indetto dall’Ue – è una visibilità delle rivendicazioni del movimento sulla disabilità che vada oltre il pietismo e l’assistenza sanitaria, ma che sia invece partecipazione ed inclusione sotto il segno dei diritti umani».In Europa è approdato dopo un lungo curriculum di studi e perfezionamento conseguito in numerosi forum e associazioni che si occupano della tutela delle persone colpite da disabilità. Il suo difficile percorso è cominciato nel 2002 quando, a seguito di un incidente, gli è stata amputata la gamba destra. Un evento drammatico che ha segnato profondamente la sua esistenza, ma nel quale comunque Giovanni non ha voluto vedere una brusca battuta d’arresto nella sua crescita personale, umana e civile: da quel giorno, infatti Giovanni ha cominciato a battersi per i diritti dei disabili, una minoranza troppo spesso inascoltata e lasciata in disparte. «Ci sono 50 milioni di persone disabili in Europa, approssimativamente il 10 per cento dell’intera popolazione – dice – Un europeo su quattro ha un familiare con una disabilità».Dopo la laurea in Scienze politiche all’Università di Padova, conseguita nel marzo 2005, Giovanni ha vissuto un’esperienza presso il Difensore civico della Regione Veneto. Nel frattempo, ha ottenuto anche un master sui diritti umani delle persone con disabilità, organizzato sempre dall’ateneo patavino, e da lì è entrato poi a far parte del movimento italiano ed europeo di tutela e promozione dei diritti delle persone disabili.Collaboratore del Consiglio Nazionale sulla Disabilità e della Federazione Italiana Superamento Handicap, ha partecipato numerosi convegni e seminari fino a essere nominato al ruolo di delegato italiano alla Giornata europea delle persone con disabilità 2006, dedicata alla Gioventù.Nel 2007, dopo aver partecipato al progetto pilota di tirocinio per persone con disabilità, lanciato dall’Unità Pari opportunità e Diversità del Segretariato generale del Parlamento europeo, è diventato agente a contratto, seguendo la questione della non discriminazione e dell’inclusione delle persone con disabilità all’interno dell’amministrazione europea.Da giugno 2008 ricopre l’incarico di membro del Comitato Giovani dell’European Disability Forum, la principale organizzazione non governativa presente nel Vecchio Continente di rappresentanza dei diritti e delle istanze delle persone con disabilità  e dei loro familiari.Giovanni ama molto lo sport e l’attività fisica: pratica nuoto come atleta della Bentegodi Verona, affiliata al Comitato Paralimpico Italiano. Ma il suo impegno sportivo va anche oltre le ore trascorse ad allenarsi duramente in piscina: Giovanni ha deciso di fare la sua parte in prima persona perché lo sport sia davvero un’attività di tutti e per tutti. Si occupa infatti anche di sport per persone con disabilità nell’ambito delle attività condotte dall’Unione Stampa Sportiva Italiana (USSI), Gruppo Veneto.Inclusione, integrazione, abbattimento delle barriere culturali. Questo il credo che lo sospinge nella sua battaglia quotidiana: «Non credo nella standardizzazione di tutte le differenze che compongono l’umanità: non credo in una povera rappresentazione della società europea data da una persona di mezza età, bianca, cristiana, sana, eterosessuale. Credo nello scambio reciproco tra diverse culture, considerando la cultura non solo dal punto di vista storico o letterario, ma nel suo significato più ampio, come specchio di tutte le espressioni della diversità» spiega. «La gioventù è cultura, la disabilità è cultura».

Luca Pautasso

da La meglio gioventù

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