Stefano, un origami contro la camorra

12 10 2009

«Quando le mani lavorano, il cuore è sereno». Sono le parole di un Premio Nobel giapponese, artista e scrittore appassionato di origami, l’antica arte di creare forme e oggetti semplicemente piegando un foglio di carta. Ed è questo il motto che, qualche anno fa, un gruppo di giovani volontari napoletani ha fatto proprio per portare uno spiraglio di serenità nel quartiere difficile di Scampia. L’obiettivo era semplice, e tuttavia quanto mai ambizioso: strappare giovani esistenze dalle grinfie voraci della camorra, che a molti giovani, da quelle parti, si offre come unica e terribile scelta di vita.

Questa è la storia di Stefano Pellone, trentenne, oggi a Bologna in veste di chimico specializzato presso il ministero delle Finanze, dove si occupa di analizzare le merci in transito sulla catena dell’import-export. Nato e vissuto a Napoli per più di 20 anni, nella città partenopea ha conseguito la laurea presso l’Università degli Studi “Federico II”. Tra il 1997 e il 1998, in prossimità di un parco poco lontano dalle famigerate “Vele”, assieme ad un gruppo di amici ha deciso di creare un centro di ritrovo per giovanissimi, nei quali i ragazzi della borgata potessero incontrarsi, giocare, divertirsi, fare i compiti e discutere. «Qualunque cosa, insomma, purché restassero lontano dalla strada» spiega Stefano. La strada, ovvero il luogo in cui più facilmente che altrove i giovani di Scampia, senza alternative, cedono alle lusinghe di Gomorra.

Così, grazie ai finanziamenti della Uisp, all’interno di uno spazio ricavato in un’area condominiale era nato un centro di aggregazione giovanile per ragazzini tra i 7 e i 13 anni. «Avevamo allestito un laboratorio teatrale, con annesso palcoscenico – racconta – e poi ancora spazi per i giochi, il ping pong e il calcetto, aree studio, e tante attività ricreative per tutti». Tra le quali, appunto, un corso di origami: un’arte alla quale Stefano, appassionato anche di enigmistica, dedica gran parte del suo tempo libero. «Il corso è durato circa sei mesi. Una volta alla settimana, ogni giovedì, ci ritrovavamo per le lezioni». Ognuno dei giovanissimi apprendisti piegatori di carta aveva un compito: realizzare poco alla volta la figura di un pesce, che a fine corsi sarebbe poi entrato a far parte di un grande “acquario” su un coloratissimo cartellone affisso sul muro del centro. «Alla fine ognuno di loro ha scritto sul proprio pesce una frase, un messaggio, una parola che fosse per lui significativa di quello che aveva fatto».

Basta poco, a volte, per portare a casa grandi vittorie contro nemici potenti, spesso considerati addirittura troppo forti per essere anche solo combattuti efficacemente. E invece, più delle pistole, della violenza, dell’interesse e dei soldi facili, hanno potuto quei fogli piegati ad arte che per tanti ragazzini di Scampia hanno rappresentato l’imbocco di una via d’uscita.

Stefano non ha mai smesso di dedicarsi al volontariato e alle attività per i giovani. Ora da Bologna ha messo su un progetto destinato a viaggiatori “under 30” che si chiama “Couch surfing”, ovvero il surf sul divano: l’obiettivo è quello di “mettere in rete” giovani vacanzieri all’arrembaggio disposti a cedere un posto letto, o una notte sul divano, a chi come loro ha tanta voglia di viaggiare e visitare luoghi e città nuove ma, magari, ristrette possibilità economiche, per veder poi ricambiato il favore la volta successiva.

Adesso però, purtroppo, a distanza di dieci e anni e più dal successo di quell’esperimento di solidarietà, il centro di aggregazione non esiste più. Sono rimasti gli spazi e i giochi, ma nessuno o quasi li utilizza più. La voglia di ricominciare ci sarebbe, e non sono pochi i gruppi, le associazioni, i singoli volontari che non hanno mai smesso di lavorare per garantire ai ragazzi di Scampia un futuro diverso da quello sentenziato per loro dalla camorra. «Purtroppo, ripetere oggi quello che siamo riusciti a fare allora credo sarebbe un’impresa impossibile» spiega Stefano. «Non ci sono più i presupposti – dice – La situazione è cambiata molto rispetto a dieci anni fa, ma è cambiata in peggio». Per battere di nuovo la camorra sul suo stesso campo da gioco, forse, oggi un origami non basta più. Ma lo spirito è sempre quello, e l’obiettivo anche: dare ai giovani di Scampia un’alternativa, una possibilità di scelta. Che sia vera.

Luca Pautasso

da La meglio gioventù

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