Emanuele, Mirko e Tony: il tifo nonviolento diventa un gioco da ragazzi

7 05 2009

1571505_1

Metti un pomeriggio allo stadio. Non da semplice tifoso, ma da vero protagonista in campo, con tanto di tacchetti e maglia con i colori della squadra del cuore. Un sogno? No, è tutto vero, e si chiama Fans League.

E’ il progetto rivoluzionario ideato e concretizzato da tre giovani appassionati di calcio che, stanchi di sentire solo parlare di sport pulito, stadi per tutti e lotta alla violenza tra le tifoserie hanno deciso di “scendere in campo”, ed è proprio il caso di dirlo, perché tutto questo diventasse realtà. Loro sono i fratelli Mirko e Antonio “Tony” Martini, 33 e 35 anni, dalla provincia di Viterbo, che con la collaborazione dell’amico Emanuele Paparo, 27enne di Catanzaro, hanno dato vita al primo campionato italiano di calcio tra tifoserie.

Da un’illuminazione nata a tavolino è nata oggi una straordinaria esperienza di sport, valori, condivisione e spirito giovane giunta ormai alla nona edizione, dopo l’esordio nel 2003. Un progetto tanto grande ma anche tanto concreto da essere stato in grado di accaparrarsi le simpatie di sempre più numerosi e blasonatissimi sponsor, così come di grandi “patron” quali il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Rappresentanza Italiana in Commissione Europea, La FNSI, i Comuni di Roma, Milano, Genova, Civitavecchia, la Regione Lazio e la Provincia di Roma, l’Unione delle Province Italiane, l’Unicef, Rai e Mediaset, ed ora anche il Ministero della Gioventù.

«La nostra è un’ idea che nasce perché il calcio possa riappropriarsi del suo spirito sportivo, dove l’antagonismo non si misuri in ostilità sugli spalti, ma si traduca in aggregazione sui campi da calcio» spiegano i giovani fautori dell’iniziativa. Il loro non è solo un esempio di come il protagonismo giovanile possa concretizzarsi in progetti di grande rilievo e spessore, ma anche di come tra i ragazzi italiani siano forti e radicati quei valori e quei principi civili che troppo spesso i media ritengono, a torto, essere ormai scomparsi. Non solo bulli, “bamboccioni”, aspiranti “tronisti” o veline in erba, anzi: la vera gioventù, in Italia, è proprio quella che vuole mettersi in gioco, e sa come farlo.

Gli obiettivi del progetto Fans League sono certo molto ambiziosi, ma sanno guardare più lontano di quanto il mondo degli “adulti”, molto spesso, abbia dimostrato di saper fare. E a Mirko, Tony ed Emanuele va riconosciuto il merito di aver saputo dimostrare che con un’idea in testa e tanta voglia di fare si possono superare d’un balzo anche gli ostacoli che a prima vista sembrerebbero insormontabili.

«Gli obiettivi del progetto “Fans League” sono molteplici, e a nostro modo di vedere tutti molto importanti – spiegano – Innanzitutto, quello di prevenire eventuali episodi di violenza negli stadi migliorando i rapporti tra le tifoserie, attraverso il coinvolgimento dei tifosi con una partecipazione attiva al gioco del calcio».

“Dagli spalti al campo” è il loro motto, che concretizzano organizzando squadre formate da elementi che tra loro non si conoscono (la selezione avviene infatti casualmente tra le iscrizioni pervenute sul sito internet www.fans-league.org, ma di recente è nato anche un gruppo “Fans League” sul celeberrimo social network online Facebook) e che in comune hanno solo la fede calcistica. «Questa tipologia di partecipazione vede nella scelta casuale dei partecipanti anche l’idea di arginare il fenomeno del “branco”, uno dei fattori scatenanti degli episodi di violenza» spiegano.

Ma al progetto “Fans League” va riconosciuto anche il merito di aver contribuito fortemente a riavvicinare le famiglie agli stadi, «ridando al calcio quei valori etici e sociali di cui lo sport deve essere “portatore sano, e che invece sta perdendo». Inoltre, il gioco che si sostituisce allo scontro tra tifoserie aiuta a rafforzare i rapporti i supporter,  favorendo i gemellaggi, ma anche a coinvolgere nel progetto persone diversamente abili e soggetti socialmente svantaggiati, creare scambi culturali tra i diversi partecipanti, coinvolgere attivamente i tifosi responsabilizzandoli, sulla scia della positiva esperienza anglosassone, ed essere solidali con chi ha più bisogno.

Dopo aver messo a confronto in questi anni le tifoserie dei derby più belli d’Italia, i tre giovani amanti dello sport puro e limpido vorrebbero ora portare la “Fans League” alla ribalta internazionale, in occasione della finale di Champions League che si disputerà a Roma il prossimo 27 maggio. «Siamo pronti a partire, e a ripercorrere in chiave europea le magnifiche esperienze e le grandi emozioni che fino ad oggi ci ha regalato Fans League sui campi di tutta Italia» annunciano. Quello che serve loro, ora, è solo un’istituzione che raccolga la sfida. Loro, i giovani, ci sono già riusciti, e hanno vinto. Adesso è arrivato il momento di mettersi in gioco anche per i “grandi”.

Luca Pautasso

da La meglio gioventù

Annunci

Azioni

Information

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: