La campagna di sensibilizzazione dei militari italiani nelle scuole libanesi

10 04 2009

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In Libano si va a suola dai caschi blu per imparare a fare i conti con il pericolo delle mine. Mine Risk Education significa anche questo: sensibilizzazione al rischio e diffusione dell’attenzione tra le popolazioni locali in particolare tra i bambini, da sempre i soggetti più esposti a questo genere di pericolo per la loro particolare vulnerabilità.

Così, sabato scorso, in occasione della giornata internazionale che le Nazioni Unite hanno voluto dedicare a questo importante problema, i militari del contingente italiano di Unifil, attualmente a guida brigata di cavalleria «Pozzuolo del Friuli», hanno tenuto delle lezioni agli allievi delle scuole di diversi villaggi del sud del Libano, tra i quali Yarin, Ramya e Ayita Ash Sha’b.

Le lezioni, differenziate a seconda delle fasce d’età sono state effettuate dai militari del 3° reggimento Genio Guastatori di Udine che, grazie all’ausilio di Dora e Babouche, due personaggi dei fumetti particolarmente famosi in Libano, hanno rappresentato in maniera adeguata agli alunni il comportamento da adottare nel caso in cui trovassero un ordigno inesploso. Il problema dei campi minati, ma ancor più quello dei campi di cluster bomb inesplose, infatti, sono un rischio da non sottovalutare in un’area che nel 2006 è stata teatro di massicci bombardamenti. Per ogni bomba a grappolo che viene lanciata, si satura di ordigni un’area di oltre 12mila metri quadrati, sulla quale mediamente il 20% delle piccole bombe contenute all’interno dell’involucro principale non detona, rimanendo al suolo innescato e pronto a esplodere al minimo urto, rappresentando così un drammatico strascico del conflitto anche in aree pacificate da lungo tempo.

Per questo il Mine Risk Education è una delle componenti del CIMIC, la cooperazione civile-militare che ha il compito di individuare le necessità delle varie comunità, coordinando successivamente i progetti di supporto e sviluppo. I «guastatori» del 3° non sono nuovi a questo genere di approccio nei confronti della popolazione civile: grazie alla partecipazione a tutte le missioni all’estero svolte dall’Esercito italiano, i militari friulani hanno sviluppato numerose campagne di sensibilizzazione a favore delle popolazioni martoriate dalle guerre. L’attività dei genieri della «Pozzuolo del Friuli», attualmente comandata del generale di brigata Flaviano Godio, è di fondamentale importanza per la popolazione del sud del Libano: tra i compiti principali c’è infatti la bonifica del territorio dagli ordigni inesplosi, frutto di decenni di guerra.

«La campagna di sensibilizzazione nei confronti dei possibili danni causati dagli ordigni inesplosi è uno dei progetti che portiamo avanti con maggiore soddisfazione, perchè è rivolta soprattutto alle fasce più giovani della popolazione – ha affermato il tenente colonnello Domenico De Caprio, comandante del battaglione Verbano e coordinatore degli specialisti del Genio – I bambini sono il futuro di ogni Paese ed è nostro dovere tutelarli in ogni modo per garantire loro un futuro migliore».

Luca Pautasso

da Ragionpolitica

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One response

13 05 2009
abdallah al masri

e` vero come ha detto un generale dell`esercito italiano da siena ma non ricordo bene il nome “la pace si fa con le armi” il lavoro che fa il contingente italiano e` piu` utile di altri diplomazie e piu` che fattibile
esperineza personale

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