Con il reggimento “Serenissima” i Lagunari sono in prima linea in Libano

5 03 2009

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Lagunari in prima linea: il reggimento “Serenissima” è inquadrato in Libano in “ITALBATT 1”, il primo battaglione di manovra di stanza nel Sector West controllato dai militari italiani. Sono il reparto di esplorazione anfibia dell’Esercito Italiano, e le loro tradizioni risalgono ai “fanti da mar” della Repubblica di Venezia. Per mare e sulla terra, le loro elevatissime capacità operative fanno del reggimento uno dei fiori all’occhiello delle nostre Forze Armate.

Il reggimento Lagunari “Serenissima” è alla sua seconda missione in Libano, a seguito della brigata di cavalleria “Pozzuolo del Friuli”, da cui dipende anche in Italia. Nella “Terra dei cedri”, assieme ai cavalieri venuti da Udine, costituisce il primo reggimento di manovra del Contingente italiano, denominato appunto ITALBATT , in quel settore occidentale dello schieramento Unifil agli ordini, dal 28 novembre scorso, del generale Flaviano Godio.

Impegnati nel far rispettare la Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, i Lagunari svolgono un lavoro che si articola quotidianamente in pattugliamenti, motorizzati e appiedati, posti di osservazione, attività di cooperazione civile e militare. Con base a Maraka, in una splendida infrastruttura che affaccia sulla città di Tiro, la più importante del Sud Libano, i Lagunari sono una realtà accettata e apprezzata dalla popolazione e dalle autorità locali. A guidare gli uomini del reggimento “Serenissima”, il colonnello Arturo Nitti.

Loro sono i Lagunari di Mestre, un nome che lascia ben pochi dubbi circa la provenienza del reparto, eppure, curiosamente, un numero consistente dei ragazzi che servono sotto la bandiera del reggimento ha origini pugliesi. Come il caporalmaggiore scelto Michele D’Agostino, classe 1978 di Barletta. D’Agostino è uno specialista del vettovagliamento, formatosi alla Scuola di Amministrazione e Commissariato di Maddaloni: “Il mio lavoro nelle cucine della base – spiega – è scandito da orari precisi che garantiscono un pasto caldo e gradevole a tutti i miei colleghi”. La cucina italiana, però, confida il caporalmaggiore, è apprezzatissima anche dai militari degli altri eserciti impegnati a fianco degli italiani: sloveni, ghanesi, sudcoreani, malesi. Persino i francesi, che pure tra i fornelli possono vantare una certa tradizione, sembra che sotto le armi prediligano la cucina tricolore di D’Agostino.

Suo conterraneo nonché parigrado, Donato Dell’Anna, 24 anni, arriva da Cavallino, in provincia di Lecce. E un fuciliere, un operativo, e la sua attività si svolge fra le strade del sud Litani: “La situazione è stabile, e il rapporto con la popolazione ottimo” racconta. Anche Cosimo La Corte, 25 anni, è un operativo, e anche lui viene dalla Puglia. Da Sava, in provincia di Taranto, per la precisione. Lui è operatore di sistemi controcarro, e nella sua Sava ha lasciato ad attenderlo la famiglia e fidanzata Annarita, alla quale pensa spesso durante le lunghe giornate libanesi. “Mi manca tantissimo”.

Stefano De Pascalis, 23 anni appena, è invece uno delle “voci” del reggimento: lui fa il radiofonista alla sala radio del comando, e da lui passano tutte le comunicazioni operative degli assetti sul terreno: “E’ un lavoro che mi gratifica e mi appassiona” dice, consapevole di quanto il suo lavoro sia vitale per lo svolgimento della missione.

Per i Lagunari di Mestre, l’essere parte integrante della macchina-UNIFIL schierata dalle Nazioni Unite là dove nel 2006 erano scoppiati più violenti gli scontri tra i miliziani di Hezbollah l’esercito di Israele è un impegno importante che li porta ad essere anche il punto di riferimento, grazie alle capacità anfibie, di tutta quanta la missione.

Oltre alle attività operative, numerose sono anche le attività di cooperazione civile e militare: distribuzione di generi di prima necessità tra la popolazione, realizzazione di ambulatori medici, supporto alle famiglie particolarmente bisognose sono solo le più importanti tra le attività collaterali a quella prettamente militare che i nostri ragazzi sono chiamati a svolgere sul campo. Di recente, un carico di quaderni, penne, matite ed altro donato dagli alunni della scuola elementare di Sandrà di Castelnuovo del Garda, in provincia di Verona, e affidati  ai Lagunari,  sono stati consegnati al direttore didattico della scuola primaria di Al Malikiyah, piccolo centro a sud di Tiro, per la distribuzione ai giovanissimi alunni.

Luca Pautasso

da L’Occidentale

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