Internet: spetta alla Cina il primato mondiale

31 01 2009

cina-internet1

Pechino batte tutti a colpi di clic: spetta infatti alla ina il primato mondiale per numero di internauti. Lo dimostra lo studio recentemente condotto da una nota società americana specializzata in rilevamenti statistici, la ComSore. Dai rilevamenti effettuati risulta come nella Repubblica Popolare gli utenti abituali del web siano oltre 180milioni, quasi 20milioni in più rispetto agli Stati Uniti, «fermi», si fa per dire, a 163 milioni, e di ben tre volte superiori al numero di navigatori giapponesi: «appena» 60 milioni, ovvero più della popolazione complessiva del Bel Paese.

Sono numeri he fanno davvero impressione, specie se si considera che al mondo sono in totale un miliardo le persone che accedono alla rete e vi fanno abitualmente ricorso. Il presidente di ComSore è convinto però che le cifre reali siano nettamente più alte, e che molto presto si toccheranno i due miliardi di utenti. La ricerca effettuata dagli statistici americani, infatti, ha escluso dal conteggio il target di fruitori al di sotto dei 15 anni, una «fetta» di pubblico che cresce a ritmi esponenziali, così come quello di coloro che per accedere ad Internet non ricorrono a pc o laptop bensì ai telefonini cellulari, anche loro in buona compagnia.

La Cina si aggiudica così da sola ben il 18% dell’utenza mondiale, lasciandosi alle spalle per diverse lunghezze due tra i paesi tecnologicamente più avanzati al mondo: Usa e Giappone, per l’appunto. Un altro dato sorprendente, considerato il fatto che proprio nella Repubblica Popolare esiste uno dei più forti e restrittivi sistemi di controllo e di censura sull’accesso al web, che impedisce ad esempio ai navigatori cinesi di poter usufruire, del tutto o anche solo in parte, di alcune tra le piattaforme più note e cliccate della rete. La Tigre Rossa batte dunque sul loro stesso campo da gioco persino gli americani, che Internet lo avevano inventato 40 anni fa come sistema di coordinamento in tempo reale delle basi missilistiche in caso di attacco sovietico; e i giapponesi, che del settore dell’hi-tech e dell’informatica avanzata hanno fatto uno dei più blasonati cavalli di battaglia del loro sistema industriale.

Certo, se si vanno ad analizzare questi risultati sotto un’ottica di proporzioni e non di mere cifre, la prospettiva cambia: i navigatori incalliti tra gli ex sudditi dello scomparso Celeste Impero ora riproposto in salsa rossa saranno anche 180 milioni, ma su una popolazione complessiva di oltre un miliardo e mezzo di individui. Contro 300 milioni di americani e poco meno di 130 milioni di giapponesi. Ciò significa che se un giapponese su due ed un americano su tre naviga abitualmente su Internet, i cinesi che possono farlo non sono neanche uno su cinque. Ma, statistica a parte, è proprio dal mercato cinese che ci si aspetta nei prossimi anni la crescita più consistente, essendo per l’appunto la Cina il paese dove esistono le più consistenti quote di utenza potenziale da colmare. Anche quando si passa a considerare i risultati della ricerca per continente appare di nuovo chiaro come il numero maggiore di navigatori sia concentrato proprio in Asia, l’area geografica che si aggiudica il primato davanti a Europa, America del Nord, America Latina, area mediorientale e, a fare ancora una volta da fanalino di coda, Africa

E gli italiani? Tutto sommato vista la concorrenza cosìagguerrita e, nella maggior parte dei casi, così meglio equipaggiata, se la cavano ancora piuttosto bene. «Italians don’t do it better, however do it well» verrebbe da dire, parafrasando un piccante adagio che parla di tutt’altro che non di Internet. Del resto sarebbe stato quantomeno paradossale che il popolo di navigatori per antonomasia si facesse trovare impreparato proprio quando si tratta di navigare, foss’anche solo sul web. L’Italia, infatti, è il dodicesimo paese in classifica con 21 milioni di appassionati della rete: ben il 35% della popolazione, che ammonta a quasi 60milioni di unità. Non è molto, è vero, per un paese industrializzato, ma comunque non è pochissimo. Davanti a noi subito dopo l’irraggiungibile trimurti di Cina, Usa e Giappone, ci sono Germania, Gran Bretagna, Francia, India, Russia, Brasile, Corea del sud e Canada. Impensabile raggiungere per numeri i primi della classe, dato che questo significherebbe avere più internauti che abitanti. C’è però da riflettere sulle proporzioni: percentuali vicine a quelle di Stati Uniti e Giappone, infatti, sono tutt’altro che irraggiungibili.

Luca Pautasso

da Ragionpolitica

Annunci

Azioni

Information

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: